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Come in Blow up di Antonioni la storia comincia da un casuale ingrandimento fotografico che suggerisce
una singolare somiglianza tra alcuni paesaggi del Montefeltro e quelli dipinti da Piero della Francesca
nel Dittico dei Duchi di Urbino conservati agli Uffizi, da molti e per molti anni considerati come paesaggi ideali.
Da qui iniziano la ricerca e le sorprendenti scoperte delle due urbinati Rosetta Borchia, artista e naturalista,
e Olivia Nesci, geomorfologa.
Grazie alla profonda conoscenza del territorio e anche alle moderne tecnologie informatiche,
le due "cacciatrici di paesaggi", mescolando le reciproche competenze, riescono a riconoscere,
attraverso un percorso logico e scientifico, gli scenari delle grandi opere pittoriche.
Molti paesaggi sono stati svelati, altri sono in attesa di esser scoperti.
Il bottino, ricco di grandi firme, è oggi conservato segretamente
nel buio d'un cassetto e aspetta solo il completamento delle verifiche storiche e scientifiche.
Di Raffaello sono stati ritrovati i paesaggi di molte Madonne, e non solo, ci sono poi opere
di Leonardo da Vinci che tra il 1502 e 1503 scorrazzava al servizio del Valentino tra
il Montefeltro e le terre di confine di Romagna e Toscana.
E ancora Piero della Francesca e Giovanni Bellini...
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